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Scuola di Taijiquan di GM Yang
sifu mezzone

Il Taiji Quan è uno degli stili di combattimento più antichi della tradizione cinese. Esso è contemporaneamente la più popolare ma anche la più sconosciuta delle arti marziali attualmente praticate nel mondo. Un numero enorme di persone lo pratica da sempre in Cina quale metodo per migliorare la salute e come disciplina per il rilassamento e l’equilibrio psico-fisico.
Il Taiji Quan agisce principalmente stimolando l’energia bioelettrica dell’organismo umano (in cinese Chi) facendola scorrere nel corpo in maniera più fluida ed efficace. Per migliorare ancora di più la circolazione del sangue e dell’energia,si esercitano e si stimolano gli organi interni tramite la respirazione profonda che interessa anche i muscoli della regione addominale.
Infatti, durante i movimenti lenti della sequenza del Taiji Quan e la respirazione profonda ad essi associata, i muscoli che controllano il processo di inspirazione ed espirazione devono muoversi molto lentamente esercitando e fortificando gli organi dell’intera regione. In assenza di una respirazione profonda, la stimolazione degli organi interni è impossibile. Per questo il Taiji Quan si rileva superiore a tante altre forme di esercizio che, nella maggior parte dei casi, esercitano solo i muscoli esterni per lo più in maniera violenta.
Il Taiji Quan si è rivelato di grande aiuto per alleviare le artriti, i mal di testa cronici ed innumerevoli affezioni di origine nervosa. Per quanto riguarda l’aspetto marziale, il punto più importante nella pratica del Taiji Quan sta nell’acquisire una giusta e morbida circolazione dell’energia interna che, diretta in ogni parte del corpo ed in special modo negli arti, sviluppa attraverso la pratica costante ed attenta un grande potere esplosivo (Jing) che, unito alla capacità di rilassarsi del corpo e della mente, fornisce al praticante, oltre alla potenza, un fisico efficiente e pronto a reagire ad ogni tipo di aggressione. Tale potere viene studiato al fine di essere applicato esclusivamente quale metodo difensivo.

Dr. Yang Jwing Ming

Dal punto di vista filosofico, i principali concetti del Taiji Quan trovano le loro radici nel Taoismo. In particolare i due  principali testi del Taoismo,  che erano e restano i più importanti punti di riferimento per tutti i praticanti di Taiji, sono l’"I Jing" e il "Dao De Jing".  Anche se nessuno dei due libri è in alcun modo un manuale di arti marziali, ambedue stabiliscono con chiarezza un modo di pensare che influenza ogni aspetto del Taiji Quan, dalle tecniche di respirazione allo sviluppo della forza. Nel Dao De Jing (Tao te Ching), poema attribuito a Li Er o Lao Zi, datato intorno al quarto secolo Avanti Cristo, uno dei temi principali che ha influenzato in maniera determinante il  Tai Ji è l'idea del Dao (Tao). Secondo Lao Zi, il Dao è l'estrema realtà dalla quale scaturisce ogni cosa. Per cui il fine della vita è seguire, il più fedelmente possibile, l'ordine naturale della manifestazione del Dao.L'enfasi posta sull'aderire alle leggi naturali dell'universo, contro ogni forzatura e artifizio, era considerata molto importante da Lao Zi stesso. Lo studioso Fung Yu Lan ha stabilito che: "Se si comprendono queste leggi e si regola la propria azione in conformità ad esse, si diventa capaci volgere ogni cosa a proprio vantaggio". E' proprio su questa basilare idea, che il Taiji è stato chiamato in questo modo, letteralmente "Grande Estremo". Il fine principale del Taiji, (Arte del Principio Estremo o dell' Estremo Fondamento), è il ritorno alla fonte originaria dell'Universo.
Quanto più vicino si riesce ad arrivare alla comprensione e alla applicazione del concetto di base, tanto più si riuscirà a comprendere e realizzare se stessi. Da tutto ciò, i praticanti di Taiji Quan hanno tratto l’idea di "Grande Equilibrio" e la hanno applicata al loro sistema di Arti marziali. Sia che venga studiato per fini marziali che per puri fini salutistici, il praticante di Taiji, seguirà la naturale inclinazione delle cose. Dal libro dell' I Jing (I King), vecchio più di due mila anni rispetto a Lao Zi,  gli artisti marziali hanno preso il concetto di Yin e Yang. Nel naturale scorrere cose, l'operazione principale che guida gli eventi dell'universo, è l'ineteragire di due forze lo Yin e lo Yang. Yin è considerato essere il polo negativo, la forza passiva, mentre lo Yang il polo positivo, la forza attiva. Attraverso il rapporto dinamico fra Yin e Yang, ogni cosa trova la propria natura.

Dr. Yang Jwing Ming

La tecnica
La progressione didattica comprende all’inizio lo studio di una serie di movimenti in solitario (Kung Chia) che, a seconda delle scuole, può comprendere da 24 a 150 posizioni e tradizionalmente viene diviso in tre sezioni:

  • la terra;
  • l’uomo;
  • il cielo.

Questa forma è considerata un’ottima ginnastica, assai vantaggiosa per la salute. Il livello più avanzato comprende lo studio del Ta Lu, una forma di Tui Shou più evoluta, che si esegue in modo sempre più libero fino ad arrivare allo San Shou (mano libera) una forma di Tui Shou in cui i due avversari “combattono” liberamente.
Concludono il bagaglio tecnico le forme che si avvalgono delle armi: spada, sciabola, lancia e bastone.
Base del Tai Chi in tutti gli stili sono considerati i “tredici movimenti”, cioè otto azioni a braccia:

  • Peng: deviare (parare);
  • Lu: tirare indietro;
  • Chi: premere;
  • An: spingere;
  • Chai: tirare verso il basso;
  • Lieh: reagire prontamente;
  • Chou: colpire col gomito;
  • Kou: colpire con la spalla;

più cinque spostamenti del corpo:

  • Passo avanti;
  • Passo indietro;
  • Girare verso destra;
  • Girare verso sinistra;
  • Tornare al centro.

Nel Tui Shou si apprende ad applicare i primi quattro movimenti: Peng, Lu, Chi e An, a cui viene aggiunto Hua (assorbire o neutralizzare), combinandoli con gli spostamenti del corpo. A questo punto vengono introdotti altri princìpi che sono:

  • Chan: aderire e sollevare;
  • Lien: stare attaccati;
  • Tieh: aderire orizzontalmente;
  • Sui: seguire da dietro, interpretato come seguire o reagire al movimento avversario.

Alla lunga il praticante che ha imparato ad aderire all’avversario (Chan) dovrebbe sviluppare le proprie facoltà in tre modi:

  • T’ing Ching: l’abilità di interpretare il movimento dell’avversario muovendosi a propria volta in modo favorevole;
  • Fong Ching: l’abilità di colpire scaricando la propria energia sull’avversario.

Tui Shou, mani che spingono

Si tratta di un esercizio tipico del Tai Chi Chuan che si ritrova in forma differente anche in alcuni stili tipici del Sud; si può eseguire ripetitivamente senza soluzione di continuità o cercando di vincere l’avversario, terminando con l’applicazione di un chinna o una spinta. Il Tui Shou serve sia per affinare la propria abilità nel combattimento “aderendo” all’avvrsario e sfruttando la forza dei suoi attacchi, deviandoli e contrattaccando nella stessa direzione, sia per studiare  fortificare la circolazione del Ch’i nel proprio corpo.

IL CHIN NA

Una parte a se stante nel Kung Fu è occupata dal Chin Na, che può venir interpretato come uno stile di combattimento completo o venir integrato come parte di un altro stile. Il Chin Na comprende tutte quelle tecniche che si occupano di leve applicate alle articolazioni e terminano in genere con l’immobilizzazione dell’avversario.

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